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Villa Mirafiori

Indirizzo

Indirizzo: Via Carlo Fea, 2
Zona: Quartiere Nomentano (Roma nord)
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Descrizione

La villa venne realizzata a partire dal 1874 per la "bella Rosina", Rosa Teresa Vercellana, moglie morganatica di Vittorio Emanuele II, contessa di Mirafiori e Fontanafredda. L'area oggi occupata dalla villa era già presente nella pianta del Nolli datata al 1748 quale Vigna lungo la via Nomentana. I lavori per la realizzazione di una nuova costruzione residenziale, sia per il casino che per i giardini, iniziarono subito dopo l'occupazione di Roma del 1870, seguendo le linee di espansione della via Nomentana dove già sorgevano la villa Torlonia, la villa Massimo (oggi sede dell'Accademia Tedesca a Roma), e dove sorgeranno dai primi del Novecento, tra gli altri, la villa Crespi, la villa Berlingieri, la villa Blanci e il villino Ximenes. I lavori di sistemazione dei giardini vennero intrapresi dal giardiniere di casa Savoia di origine tedesca Emilio Richter, che progettò un ampio giardino a circondare perimetralmente l'edificio, oggi parzialmente manomesso. La realizzazione dell'edificio deve essere inquadrata nell'ambito delle numerose nuove ville dell'ambiziosa classe borghese della nuova Capitale del Regno d'Italia, desiderosa di mettersi in mostra attraverso questa tipologia architettonica così in voga tra la fine dell'Ottocento e i primi del secolo successivo. La residenza principale è un edificio di stile neo-rinascimentale con loggia, due ali laterali e una eclettica torre campanaria. L'ingresso, con loggia a terrazza, ha tre grandi aperture ad arco su colonne, decorate da bellissime vetrate a raffinate decorazioni floreali che recano la data di costruzione, il 1874. Successivamente venne aggiunta sul lato occidentale una bella pensilina in ferro e vetro, ancora in situ, a sostituzione dell'originario ingresso. Da qui si giunge al vestibolo dal quale prende forma la scala, anticipata da due colonne. I pavimenti sono a mosaico e graniglie di marmi. Il palazzo venne decorato con abbondanza di stucchi (dei quali sopravvivono alcuni esempi nello spazio d'ingresso), vetrate, camini in marmo pregiati tra i quali nell'antico atrio gli affreschi della cosiddetta Sala dei Pappagalli. Questa è l'unica grande sala in grado di far comprendere l'antica bellezza e ricchezza degli interni. Oltre ai pappagalli, fanno bella mostra anche altri animali esotici dipinti nel soffitto, quali pavoni e scimmie. Altre sale recano decorazioni a tempera in stile, oggi utilizzate quali aule universitarie. Purtroppo molte delle decorazioni sono state occultate per motivi funzionali da moderni controsoffitti che nascondono l'impiantistica dell'edificio. Il parco è circondato da alberi secolari quali pini marittimi, palme, cedri del Libano, sequoie, un bel canneto di bambù e gli edifici rustici dei giardinieri ed una vecchia serra. La villa è stata utilizzata quale set nella lavorazione di film di Luchino Visconti e Liliana Cavani.

Data di ultima verifica: 21/05/14 10:01
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