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Villa Barberini al Gianicolo

Tipologia: Luoghi di interesse storico

Indirizzo

Indirizzo: Borgo Santo Spirito, 3
Zona: Rione Borgo (Castel Sant'Angelo) (Roma centro)
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angolo via dei Penitenzieri

Descrizione

La villa sorge alle pendici settentrionali del colle del Gianicolo, quasi nel campo Vaticano, sullo stesso luogo dove nel I sec. d.C. vennero realizzate costruzioni residenziali appartenute con probabilità alle stesse proprietà di Caligola prima e di Nerone poi. Verso la metà del Cinquecento nell'area già esisteva una costruzione che venne poi acquistata dal cardinale Bonifacio Ferreri su più antiche costruzioni medievali. Nel 1641 il prefetto di Roma, Taddeo Barberini, nipote di papa Urbano VIII Barberini decise di acquistare la villa - nel frattempo nota con la denominazione di Casino della Palma e l'intero giardino annesso, con l'obbligo di mantenere una distanza di rispetto dalla cinta di mura bastionate realizzate in precedenza dal 1542 da Antonio da Sangallo il Giovane con l'attigua Porta del Santo Spirito.

Il prefetto tenne la villa per soli 4 anni, fino al 1645 quando dopo la precipitosa fuga da Roma in seguito all’elezione di Innocenzo X Pamphilj, morì in Francia, a Parigi, dove si era rifugiato. Nel 1653 il card. Carlo, figlio di Taddeo, riprese i lavori di abbellimento della villa, affidandoli al Bernini e a G.B. Contini. I due elaborarono interessantissime proposte circa l'arredo dei giardini, con viali, scogliere e fontane, poi quasi del tutto scomparse. In alcuni ambienti è ancora possibile osservare resti delle antiche decorazioni murali dell'epoca.

Dal 1863 fu ceduta al manicomio della Lungara che, nel luogo dell'attuale lungotevere e di piazza della Rovere, aveva il lungo edificio prospiciente il Tevere. La posizione della villa è del tutto inusuale, posta all'angolo di uno dei poderosi bastioni cinquecenteschi tra porta Cavalleggeri e la prospiciente porta santo Spirito a contenere e fortificare le propaggini più settentrionali del colle del Gianicolo.

L'originario casino della villa era composto da un piano più attico; oggi l'intero complesso appare inglobato dalle superfetazioni avvenute dalla metà dell'Ottocento in poi. Un acquerello di Ettore Roesler Franz ci mostra una bella veduta di uno degli antichi accessi alla villa, per mezzo di una salita ripida e sterrata, corrispondente oggi all'attuale ingresso. Un confronto ci mostra ancora al suo posto un colonnotto in travertino paracarro posto all'angolo, oggi come ieri. Dalla giardino sulla terrazza si gode uno splendido panorama sulla città. Il prospetto della villa, molto semplice, presenta un ingresso preceduto da una piccola fontana e da due rampe che immettono nel piccolo retrostante atrio decorato nella volta da cornici in stucco con le api barberiniane. La pianta dell'edificio formava una L, la cui stecca lunga si estendeva verso il versante settentrionale. Qui si aprono alcune stanze con soffitti lignei a cassettoni con gli emblemi della famiglia e nell'ultima sala una magnifica galleria si protrae verso il meraviglioso panorama di Roma. La Galleria è affrescata sia nelle pareti che nella volta, con al centro una grande cartella con puttini e angeli che sotteggono la cartella pontificia di Urbano VIII Barberini. Alle testate altri riquadri con affrescati gli emblemi del card. Francesco e di Urbano Barberini, dipinti agli inizi del Settecento. I giardini si estendevano originariamente per tutta l'estensione nord del Gianicolo ed includevano una serie di assi paralleli trattati probabilmente con parterre con al centro un grande spiazzo circolare, mentre nel versante verso il Vaticano era realizzata una bella quinta in cipressi con una fontana realizzata dal Bernini, non più in loco perchè venduta.

Data di ultima verifica: 21/05/14 10:00
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